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Deflorian - Tagliarini, sovrimpressioni
Deflorian / Tagliarini

Sovrimpressioni

13 novembre 2022, ore 20.00

Potenza, museo Dino Adamesteanu

8 euro / ridotto 6 euro [acquista online]

Liberamente ispirato al film Ginger e Fred di Federico Fellini.
Un progetto di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e con Cecilia Bertozzi e Chiara Boitani. Assistente alla regia Chiara Boitani. Costumi Metella Raboni. Disegno luci Giulia Pastore. Organizzazione e distribuzione Giulia Galzigni / Parallèle. Amministrazione Grazia Sgueglia. Foto Greta de Lazzaris. Produzione A.D. e Santarcangelo Festival. Con il sostegno di Carrozzerie | n.o.t Roma e di Ostudio Roma.

defloriantagliarini.eu

Sovrimpressioni è una performance per un numero limitato di spettatori legata al progetto liberamente ispirata al film di Federico Fellini del 1986, Ginger e Fred. 
Come facciamo da tempo, attorno ad uno stesso oggetto di studio prepariamo più di un lavoro, in questo caso tre: oltre a Sovrimpressioni, in autunno debutterà lo spettacolo Avremo ancora l’occasione di ballare insieme e per l’inizio del 2022 uscirà il film-documentario sul percorso di lavoro che stiamo realizzando con Jacopo Quadri (con la fotografia di Greta De Lazzaris), Siamo qui per provare. 
Che cos’è Sovrimpressioni? Abbiamo rubato il titolo alla splendida raccolta di poesie di Andrea Zanzotto e al suo bisogno di sovrapporre artificio e natura, lingua madre e neologismi, rapporto con le cose e i lampi del pensiero. Tutto questo ci riguarda nel rapporto che da tempo stiamo intessendo tra biografia e finzione, tra le figure che rincorriamo per conoscerci meglio e il presente, lo sfondo storico che preme sulle nostre scelte, le confonde, le smentisce, le conferma. 
Nel film di Fellini due artisti che non hanno mai sfiorato il successo, Pippo e Amelia, conosciuti per la loro imitazione della famosa coppia Ginger Rogers e Fred Astaire, tornano dopo molti anni ad esibirsi in pubblico in un programma televisivo scoppiettante di banalità e volgarità. 
Daria e Antonio dopo anni di lavori condivisi con altri tornano in scena come la coppia che li ha fatti conoscere, hanno avuto a loro modo successo, la prolungata vicinanza ha confuso alcuni confini tra i due e nello stesso tempo la lunga convivenza sul palco li ha resi meno amici, più appuntiti nel bisogno di evidenziarsi.
Lei non ha una grande simpatia per Giulietta Masina, trova il costume che le hanno messo nel film demodé, ma questa parola che credeva negativa si rivela un’occasione, un traguardo. Scopre che dietro l’irritazione che sente per quella figura femminile così apparentemente docile ci sono punti in comune inizialmente inaspettati. 
Lui ha paura di invecchiare, pensava – come Fellini – che sarebbe successo solo agli altri. Trova coraggioso che Marcello Mastroianni si sia fatto diradare i capelli dal truccatore, strappati uno a uno con le pinzette in modo che anche nell’aspetto della pelata assomigli al regista come una goccia d’acqua. 
Quello che succede in scena scorre tra il momento in cui i due entrano nello spazio da fuori, dal loro presente e quello in cui dopo un’ora si ritrovano invecchiati, non per assomigliare ai due attori o ai due personaggi, ma per assomigliare a quell’età che hanno e che da fuori ancora loro non vedono.


deflorian tagliarini sovrimpressioni v

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer. Il primo lavoro nato dalla loro collaborazione è del 2008, Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch. Nel 2009 hanno portato in scena un lavoro liberamente ispirato alla filosofia di Andy Warhol, from a to d and back again. Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita a due lavori: l’installazione/performace czeczy/cose (2011) e lo spettacolo Reality  (2012), lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni con la collaborazione di Monica Piseddu e Valentino Villa ha debuttato l’anno successivo al Romaeuropa Festival di Roma. Lo spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2014 come miglior novità italiana e nel 2016 il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada.
Hanno creato due site specific: Il posto (2014) creato e presentato a Milano alla Casa Museo Boschi/Di Stefano per il progetto “Stanze” e Quando non so cosa fare cosa faccio (2015) ispirato al film di Antonio Pietrangeli, “Io la conoscevo bene”, prodotto dal Teatro di Roma. Il cielo non è un fondale, con la collaborazione di Francesco Alberici e Monica Demuru ha debuttato nel 2016 a Losanna (Svizzera) al Theatre de Vidy. Nel 2017 iniziano a lavorare sul Progetto Antonioni/Deserto Rosso, nascono due spettacoli:  Scavi,  una performance condivisa con Francesco Alberici, ha debuttato al Festival di Santarcangelo nel luglio 2018 e lo spettacolo Quasi Niente ha debuttato  a Lugano al Lac e in prima nazionale a Roma al Teatro Argentina nell’ottobre 2018. Lo spettacolo, con la collaborazione alla drammaturgia di Francesco Alberici vede in scena, oltre ai due autori, Monica Piseddu, Francesca Cuttica e Benno Steinegger.
Nel febbraio 2020 debutta al Festival Vie di Modena il loro adattamento teatrale del testo Chi ha ucciso mio padre di Edouard Louis, con l’interpretazione di Francesco Alberici. Inziano poi a lavorare su un nuovo progetto attorno al film “Ginger e Fred” di Federico Fellini, che porterà nel 2021 alla creazione dello spettacolo teatrale Avremo ancora l’occasione di ballare insieme e della performance Sovrimpressioni, e nel 2022 alla presentazione del film documentario Siamo qui per provare firmato insieme a Jacopo Quadri.