La frontiera è il titolo del progetto di performance inedita che il duo Muta Imago ha sviluppato durante Parallax. Residenza per artisti nei territori e che, ora, presenta all’interno del Città delle 100 scale Festival / XVIII Edizione 2026 – performance che vuole offrire agli spettatori la possibilità di entrare in relazione con il passato di un luogo a partire da una drammaturgia costruita intorno ad una storia tutta da ascoltare e percepire.
Nel dipanarsi di una storia che dal passato attraversa il presente fino a condurre al futuro, si dà un semplice quanto assiomatico assunto: il tempo non esiste.
L'intuizione, a partire dalla quale si è inteso sviluppare il progetto, è tanto semplice quanto potente. Claudia Sorace e Riccardo Fazi, rispettivamente regista e dramaturg del duo Muta Imago, affiancati dal canto di Sara Bertolucci e dalle musiche realizzate dal vivo di Lorenzo Tomio, daranno vita ad un racconto epistolare i cui protagonisti si muoveranno nel tempo, a partire dal luogo in cui si trovano. Seduti nelle loro postazioni, come intenti in una forma di meditazione o di preghiera, i due dialogheranno senza mai rivolgersi la parola direttamente, concentrati a captare e rimandare segnali provenienti da altri tempi. Come antenne umane, “àuguri” di un futuro/passato distopico, le loro voci si intrecceranno e viaggeranno nel tempo e nello spazio, mentre si interrogheranno su una domanda fondamentale: che ne sarà di noi? Che ne sarà di noi quando tutte le storie saranno finite?
In uno spazio liminale, tra racconto sonoro e concerto immersivo, Ursula Le Guin incontrerà H.G. Wells, ed entrambi finiranno nelle fauci di Jack London: quella de La frontiera è una drammaturgia archeo-futuristica che parla di ognuno di noi, generata da una riflessione sui luoghi dove il tempo si sedimenta e si stratifica, nella forma di rovine archeologiche, sovrapposizioni stratigrafiche, mosaici architettonici. Matera rappresenta esattamente questa pluralità di dimensioni temporali.
Riccardo Fazi e Claudia Sorace, all’interno della Residenza, hanno avuto modo di studiare, anche attraverso sopralluoghi e incontri con figure specializzate, la storia di Matera, le sue caratteristiche fisiche e architettoniche, le tracce attraverso le quali il passato continua ancora oggi a manifestarsi nel tessuto urbano della città. Ed il cambiamento di prospettiva che La frontiera investigherà – sancito dall’introduzione del concetto di corpo sonoro all'interno di uno spazio abitato da rovine – mira a creare un paesaggio risonante, che porta a ritrovare tracce ancestrali immaginifiche, riflesso del ciclo della vita che è stata e che verrà.
Muta Imago è un duo artistico formato da Claudia Sorace, regista e Riccardo Fazi, dramaturg e sound artist. La continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente, umana, politica e sociale, porta Muta Imago negli anni a investigare diverse forme di arti dal vivo: il teatro, la performance, il teatro musicale, la radio, con l’obiettivo di cercare sempre la forma migliore per indagare il rapporto tra l’essere umano, il suo tempo e il suo sentire. Vivendo ogni volta dell’incontro con tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei lavori. Da anni il duo sta portando avanti un percorso di ricerca sulla percezione del tempo e sulle possibilità che il teatro ha di formulare nuove modalità di racconto che indaghino le caratteristiche del rapporto tra tempo, memoria e identità. Fanno parte di questa ricerca gli ultimi lavori prodotti: Tre Sorelle (2023), Ashes (2022) e Sonora Desert (2021). L'ultimo lavoro, Atomica (2025), apre il percorso di ricerca ad una profonda riflessione sugli eventi storici che hanno cambiato il mondo.
Nel 2022 Muta Imago ha vinto il Premio Ubu per il miglior progetto sonoro e miglior attore protagonista (Marco Cavalcoli) per lo spettacolo Ashes; nel 2021 il progetto Radio India, co-ideato dalla compagnia, ha vinto il Premio Speciale Ubu e il Premio Rete Critica. Nel 2013 Muta Imago è arrivato finalista ai Premi Ubu con il progetto Art You Lost? Nel 2011 Claudia Sorace ha vinto il premio come migliore regia e migliore spettacolo con (a+b)3 al XXIX Fadjr Festival di Tehran. Nel 2009 Muta Imago ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica dell’ANCT e il premio DE.MO./Movin’UP. Nello stesso anno Claudia Sorace ha vinto il Premio Cavalierato Giovanile della Provincia di Roma e il Premio Internazionale Valeria Moriconi come “Futuro della scena”. Dal 2018 il duo è finanziato dal Ministero della Cultura come Impresa di produzione teatrale di teatro di ricerca e di innovazione. Nel triennio 2019–2022 Muta Imago è stato artista residente del Teatro di Roma, all’interno del progetto Oceano Indiano. A dicembre 2023 ha inaugurato al Centre Pompidou di Parigi l’installazione Bar Luna ideata assieme alla regista Alice Rohrwacher, poi portato nel 2024 negli spazi della Cineteca di Bologna / Cinema Modernissimo. Dal 2021 Muta Imago cura la direzione artistica del centro di produzione INDEX insieme a Daria Deflorian.










