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Scena Verticale

Mario e Saleh

4 dicembre 2019, ore 20.30

Potenza, teatro F. Stabile

da 8 a 10 euro

Scritto e diretto da Saverio La Ruina. Con Saverio La Ruina e un migrante musulmano. Musiche originali Gianfranco De Franco. Disegno e luci Dario De Luca. Audio e luci Mario Giordano. Organizzazione generale Settimio Pisano. Produzione Scena Verticale.

scenaverticale.it

All’indomani del sisma che ha colpito L’Aquila, in una delle tende allestite, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano e Saleh, un musulmano. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e fatti concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro. Le certezze che sembrano farsi strada si ridefiniscono continuamente alla luce di quanto accade, sorprendendo loro per primi. Per interpretare questa storia, Saverio La Ruina sceglie di andare in scena insieme con un migrante musulmano per costruire un confronto tra due differenti culture e mentalità colte nel loro rapporto con i problemi della vita quotidiana, fuori dai luoghi comuni del dibattito contemporaneo. La Ruina ha approfondito la materia dalla viva voce di chi vive sulla sua pelle questa condizione non solo attraverso libri, saggi e fatti di cronaca. Ha incontrato musulmani, migranti e non, e ognuno di questi è un mondo dentro un mondo più grande dove tanti islam si inseguono, si differenziano e anche si oppongono fra di loro. Con alcuni di loro non si è posto un problema attoriale anche per le esperienze che hanno vissuto. La Ruina alla fine ha dovuto scegliere cercando di raggiungere lo spettatore con meno filtri possibile. La diversità di fede e religione è un argomento che richiede un approccio delicato, dato che scalda gli animi con una virulenza che lascia interdetti e a volte impotenti. L’elemento umano, più che un fattore di contrasti e pregiudizi concorre a rafforzare gli interrogativi di fondo.


Scena Verticale. Nasce nel 1992 a Castrovillari per opera dei due direttori artistici Saverio La Ruina e Dario De Luca, ai quali si aggiunge nel 2001 Settimio Pisano che ne cura l’aspetto organizzativo. La compagnia s’impegna a portare il teatro nella città facendo appassionare moltissimi studenti i quali metteranno in scena diverse rappresentazioni che in ambito locale riscuoteranno notevole successo. Il debutto di Scena Verticale avviene nel 1996 con la Stanza della memoria. De Luca in particolare approfondisce un personale metodo di scrittura scenica che punta a un’analisi della sottocultura meridionale e di tutte le sue contraddizioni, passando anche per una rilettura grottesca di alcuni grandi classici. La Ruina, invece, nelle edizioni 1999 e 2000 della Biennale di Venezia è selezionato tra i giovani registi negli atelier di Eimuntas Nekrotius. E, nello stesso periodo, con De Luca è il direttore di Primavera dei Teatri, festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea che vincerà il premio Ubu nel 2009. Nel 2001 e 2003 i primi riconoscimenti con Scena Verticale. Nel 2007, poi, doppio Ubu a La Ruina con Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria come autore e attore. Altri premi arriveranno con La Borto e Italianesi. Intanto, De Luca inizia una collaborazione con Giuseppe Vincenzi su dei progetti di teatro-canzone. L'intenzione è quella di provare a rinnovare il genere inventato da Giorgio Gaber e Sandro Luporini sviluppando però una personale cifra stilistica. Attento ai processi di trasformazione sociale e culturale, rivolge anche particolare attenzione al mondo giovanile con esperienze di teatro aperte agli studenti e con laboratori finalizzati al recupero di soggetti svantaggiati. Nel 2015 Scena Verticale, invece, fa il suo debutto al Puccini di Milano con Polvere. Dialogo tra uomo e donna. Alla fine del 2016 al Piccolo apparizione di Masculu e fiammina e con Il Vangelo Secondo Antonio La Ruina si aggiudica l’ennesimo premio per la migliore regia.