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The Repetition. Histoire(s) du théâtre (I) (foto Hubert Amiel)
Milo Rau / IIPM

The Repetition. Histoire(s) du théâtre (I)

20 aprile 2024, ore 19.00

Napoli, teatro Mercadante

Spettacolo in francese, tedesco, arabo sottotitolato in italiano.

Ideazione, testo e regia Milo Rau. Con i performer Sara De Bosschere/Kristien de Proost, Suzy Cocco, Sébastien Foucault, Fabian Leenders, Johan Leysen/Sabri Saad El Hamus, Tom Adjibi/Adil Laboudi. Ricerca e drammaturgia Eva-Maria Bertschy. Collaborazione alla drammaturgia Stefan Bläske, Carmen Hornbostel. Scenografia e costumi Anton Lukas. Video Maxime Jennes, Dimitri Petrovic. Luci Jurgen Kolb. Assistente alla regia Carmen Hornbostel. Assistente alla drammaturgia François Pacco. Produzione International Institute of Political Murder (IIPM), Création Studio Théâtre National Wallonie-Bruxelles sostenuti da il Fondo Culturale della Capitale di Berlino, Pro Helvetia, Fondazione Ernst Göhner e Kulturförderung Kanton St. Gallen. In coproduzione con Kunstenfestivaldesarts, NTGent, Théâtre Vidy-Lausanne, Théâtre Nanterre-Amandiers, Tandem Scène Nationale Arras Douai, Schaubühne am Lehniner Platz Berlin, Théâtre de Liège, Münchner Kammerspiele, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt a. M., Theater Chur, Gessnerallee Zürich, Romaeuropa Festival. Con il supporto di ESACT Liège.
Foto ©
Hubert Amiel.

 

Una notte d’aprile del 2012, Ihsane Jarfi si mette a parlare con un gruppo di giovani uomini su una Volkswagen Polo grigia di fronte a un locale gay su un angolo di strada a Liegi. Due settimane dopo viene trovato morto al limitare di un bosco. Era stato violentemente assassinato dopo essere stato torturato per ore. Il crimine sconvolge e destabilizza l’intera città. Milo Rau sta ricostruendo il caso, lavorando con attori professionisti e non professionisti, per il teatro. Fin dall’inizio, il teatro è stato un’invocazione dei morti, un’esperienza ritualizzata dei peccati originali e dei traumi collettivi.

In The Ripetition, la prima parte di una serie curata da Milo Rau intitolata “Histoire(s) du théâtre”, il regista e autore affronta la tragedia nella forma di una narrazione multiprospettica di un caso criminale in 5 atti. Cosa si trova all’inizio di un crimine? Intenzione o coincidenza? Quale parte gioca il pubblico? Quanto è collettivamente responsabile? E chi è in scena? Milo Rau e i suoi quattro attori Sara De Bosschere, Sébastien Foucault, Johan Leysen e Tom Adjibi, insieme al magazziniere Fabian Leenders e alla dog-sitter Suzy Cocco, si mettono alla ricerca di un crimine capitale, alla ricerca delle emozioni essenziali delle esperienze tragiche: la perdita e il dolore, la verità e la menzogna, il disastro e la paura, la crudeltà e il terrore. Sei attori professionisti e non professionisti riflettono sul glamour e le profondità della vita e del teatro e si calano nei ruoli dei protagonisti coinvolti in un brutale caso di omicidio: emerge un manifesto per un teatro democratico del reale.

 

Milo Rau. Definito dalla critica «il più influente» (DIE ZEIT), «il più premiato» (Le Soir), «il più interessante» (De Santdaard) e «il più ambizioso» (The Guardian) artista dei nostri tempi, Milo Rau (nato nel 1977) è un regista e un autore svizzero. Fino al 2023 e a partire dalla stagione 2018/2019 è stato direttore artistico di NTGent prima di assumere l’incarico di direttore del Wiener Festwochen. Rau ha studiato sociologia, filologia romanza e germanica a Parigi, Berlino e Zurigo, con mentori come Pierre Bourdieu e Tzvetan Todorov. Le sue produzioni sono state ospitate in tutti i maggiori festival internazionali e sono state in tournée in più di 30 paesi di tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi: il Peter-Weiss-Prize 2017, il 3sat-Prize 2017, il 2017 Saarbrucken Poetry Lectureship for Drama e, nel 2016 è stato il più giovane artista dopo Frank Castorf e Pina Bausch a ricevere il prestigioso World Theatre ITI Prize. Nel 2017, Milo Rau è stato nominato “Regista teatrale dell’anno” nel sondaggio della critica condotto dalla Deutsche Bühne. Nel 2018 ha ricevuto l’European Theatre Prize, nel 2019, gli è stato conferito il primo dottorato onorario dal dipartimento di studi teatrali della Lunds Universitet (Svezia). Rau è anche un critico televisivo, docente e scrittore. La visione che guida la sua produzione teatrale è racchiusa nel Manifesto di Gent che ha indirizzato le sue produzioni fino ad oggi e nel libro Realismo Globale, raccolta di saggi, interviste e manifesti redatti nel corso della sua carriera. Tra le sue ultime opere: The Repetition, Histoire(s) du Théâtre (I) (2018), The Congo Tribunal – film (2018), Orestes in Mosul (2019), Th New Gospel (2019), Familie (2020), Grief & Beauty (2022), Antigone in Amazzonia (2022)