Nutrire lo sguardo

Il ciclo di incontri e approfondimenti ha portato gli studenti dietro le quinte.

Nutrire lo sguardo, ridotto del teatro Stabile di Potenza (Salvatore Laurenzana(

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Alice Possidente

Published on

02 November 2021

Un dialogo con i protagonisti per capire in cosa consista e si sviluppi l’ideazione, la scrittura, la messa in scena, la regia, la tecnica, come l’attore o l’attrice elabora il personaggio e quale rapporto che si crea con il regista nella realizzazione di uno spettacolo.

«È il quarto anno che partecipiamo, la professoressa Polese ci ha sempre proposto di prendere parte all’iniziativa e abbiamo sempre accettato volentieri». Davanti all’ingresso del “Francesco Stabile” di Potenza, nel pomeriggio di martedì 26 ottobre, un gruppetto di studenti attende, con aria oramai di habitué del foyer, di entrare a teatro. C’è l’ultimo appuntamento della rassegna Nutrire lo sguardo, un ciclo di incontri e approfondimenti promossi dal Città delle 100 scale festival rivolto agli alunni della rete delle scuole superiori del territorio per scoprire le varie forme del teatro contemporaneo.
Un gruppo di ragazzi e ragazze delle classi seconde, terze, quarte e quinte del liceo scientifico “Galilei” di Potenza, guidato dalla professoressa Simona Polese, è stato coinvolto attivamente in tre spettacoli del festival da loro scelti precedentemente, assistendo come pubblico e partecipando a incontri, appositamente preparati per loro, con autori, attori, registi e performer. Un dialogo con i protagonisti per capire in cosa consista e si sviluppi l’ideazione, la scrittura, la messa in scena, la regia, la tecnica, come l’attore o l’attrice elabora il personaggio e quale rapporto che si crea con il regista nella realizzazione di uno spettacolo.
In un’atmosfera molto coinvolgente, che ha catturato l’attenzione degli studenti e che li ha spronati a fare numerose domande, è capitato che gli attori e i registi si siano aperti a confidenze, affrontando tematiche che andavano anche al di là della trama. Una studentessa, ad esempio, ha chiesto a Francesco Alberici, attore in Chi ha ucciso mio padre, se il suo legame con i genitori avesse influenzato il suo modo di vivere il lavoro. Di rapporti familiari, soprattutto quelli tra fratello e sorella, se ne è parlato anche con Caroline Baglioni e Christian La Rosa, che in Sempre verde interpretano due fratelli. Con le performer della compagnia Unterwasser, invece, che hanno portato in scena Untold, gli studenti si sono avventurati nel teatro di figura, meravigliati come da una tradizione così antica fosse possibile emozionarsi e stupirsi.

«Nei vari anni ci hanno proposto spettacoli diversi tra loro» racconta Marco, studente di quinto. Lui è tra gli studenti che partecipano all’iniziativa da quattro anni e ne è entusiasta: «È capitato diverse volte di essere usciti dallo spettacolo di aver capito poco o forse nulla di quello che si era visto ma in ogni caso lo spettacolo mi ha lasciato qualcosa, anche solo una canzone o una riflessione, che è tantissimo» esclama. «Rispetto ai ragazzi più grandi noi abbiamo visto solo tre spettacoli» dice Gabriella, del terzo anno, per la prima volta coinvolta nell’iniziativa del festival. «Sono tutti stati spettacoli di spessore, con attori e registi pluripremiati, internazionali. Potenza è una città che non offre molto – continua –, il Città delle 100 scale Festival è per noi un’occasione importante. Se ci sarà data la possibilità parteciperò anche l’anno prossimo». «A questa età ci si allontana dal teatro invece è bello venire qui e vedere un'opera dal vivo. Esposti continuamente ai media e alla tv non siamo molto abituati – confessa Virginia, di classe seconda –  ma anche il teatro trasmette emozioni”.
A seguire gli studenti c’è la professoressa Polese: «Ho fortemente creduto in questo progetto» dice. «I ragazzi imparano nuovi tipi di linguaggio. Anche attraverso le luci, la multimedialità e tutto quello che accade ‘dietro le quinte’. Gli incontri con gli autori, poi, aprono a nuovi punti di vista, permettono loro di capire cosa muove la scrittura di un testo teatrale in forme anche non convenzionali. I temi trattati nel corso degli anni hanno dato stimoli che al di là di una immediata comprensione hanno lasciato spunti di riflessione e interrogativi. Tutto questo è stato possibile – conclude la professoressa – grazie al sostegno del dirigente scolastico Lucia Girolamo, che da sempre crede nell'innovazione didattica in una scuola che non si conclude nei banchi».


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Le altre iniziative per le scuole del territorio
La rassegna Nutrire lo sguardo è soltanto una delle iniziative promosse dal Città delle 100 scale Festival rivolte alle rete delle scuole del territorio.
Gli alunni del liceo “Rosa Gianturco” di Potenza, indirizzo sportivo, sono stati spettatori esclusivi dello spettacolo Marathon des sables dello IAC – Centro Arti Integrate che ha portato in scena la storia di un maratoneta, Mauro Prosperi, che nell’aprile del 1994 partecipò alla maratona nel deserto del Marocco e si perse, per poi ritrovarsi dopo dieci giorni.
Il Festival dei 100 scalini, invece, sessione speciale del Città delle 100 scale Festival rivolta a bambini e ragazzi, ha coinvolto più di 500 alunni della scuola primaria “Domenico Savio” di Potenza, spettatori d’eccezione di IN_totheborder, spettacolo della Compagnia Petra, coprodotto dal festival, presentato in prima nazionale.


foto © Salvatore Laurenzana