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Elisa Sbaragli, Non rimandiamo a domani (foto Paolo Sacchi)
Elisa Sbaragli

Non rimandiamo a domani

9 ottobre 2026, ore 20.30

Potenza, Centro danza Metamorfosi

ingresso libero [prenotazione obbligatoria]

Esito finale del laboratorio di danza

Di Faglie / Elisa Sbaragli, Marco Burchini. Pratica corporea Elisa Sbaragli. Concept Marco Burchini, Elisa Sbaragli. Testi Marco Burchini. 
In collaborazione con Centro Danza Metamorfosi | Potenza.

Foto © Paolo Sacchi.

Esiste un tempo sospeso in cui tratteniamo i gesti, un’esitazione che allontana i corpi e rimanda a domani quello che il presente richiede adesso.
L'incontro invita a rompere l'attesa, a esplorare il movimento non come semplice tecnica, ma come necessità immediata di relazione.
Un richiamo alla cura e al presente: non aspettare per stringersi, non posticipare un abbraccio, trovare il coraggio corporeo di manifestare il bene qui e ora.
Attraverso l’ascolto sottile, il contatto e l’improvvisazione guidata, lo spazio si trasforma in un’urgenza emotiva in una danza collettiva.
La verità di un gesto che accorcia le distanze, celebrando l'atto primordiale dell'incontro prima che il tempo si consumi.

Metodologia e sviluppo del laboratorio
Il laboratorio prende avvio dai temi dell’attesa, del gesto trattenuto, della distanza e del desiderio di incontro. Attraverso pratiche corporee, improvvisazioni guidate, esercizi di scrittura e di composizione, i partecipanti sono invitati a esplorare il movimento come possibilità immediata di relazione, ascolto e comunicazione. Il percorso parte dall’esperienza individuale per aprirsi progressivamente alla relazione con l’altro e con il gruppo. Alcuni esercizi di scrittura accompagnano la ricerca corporea e permettono di far emergere parole, immagini, sensazioni e memorie legate ai temi del laboratorio. Si parte dalla raccolta e dall’associazione libera di parole, costruendo una sorta di ragnatela di significati che possa generare nuove connessioni; in un secondo momento, dopo un’improvvisazione fisica, la scrittura diventa uno strumento per dare voce alle diverse parti del corpo, alle loro sensazioni, memorie e possibilità. Un ulteriore esercizio invita invece a partire da una parola percepita come “scomoda” o respingente, esplorandola prima attraverso il movimento e poi attraverso la scrittura, fino a trasformare l’esperienza fisica in parola e immagine.
La ricerca prosegue attraverso improvvisazioni e pratiche di ascolto, esplorando la distanza e la prossimità, il contatto, lo sguardo, l’avvicinamento e l’allontanamento, il dare e ricevere peso, il trattenere e il lasciar andare. Il corpo viene attraversato da impulsi e domande semplici: cosa succede quando scelgo di avvicinarmi? Cosa mi trattiene? Cosa posso fare adesso, invece di rimandare?
Nella fase conclusiva, il materiale emerso durante il percorso viene raccolto e trasformato in una breve composizione coreografica collettiva. Attraverso pratiche di ripetizione, variazione, unisono, accumulo e relazione spaziale, i partecipanti costruiscono insieme una partitura fatta di gesti, azioni, presenze e possibili parole.
Il laboratorio si conclude con una restituzione finale, concepita non come dimostrazione tecnica, ma come momento di condivisione del percorso attraversato. La restituzione nasce direttamente dai materiali emersi durante il laboratorio e diventa un’occasione per portare nello spazio il tema centrale: la possibilità di non rimandare l’incontro, di agire nel presente e di lasciare che il corpo manifesti ciò che sente prima che sia troppo tardi.

 

Elisa Sbaragli, coreografa. Indaga il corpo come materia plasmabile e considera la trasformazione del corpo come strumento di percezione, memoria e narrazione, in cui ogni gesto diventa mezzo per abitare lo spazio e di dialogo con gli altri corpi. Gli ultimi suoi lavori sono: Se domani (vincitore del Premio Danza&Danza 2025 - Produzione italiana/Autore emergente, selezionato dalla NID Platform 2025 nella sezione Programmazione e nel 2024 nella sezione Open Studios, menzionato da Aerowaves 2026); Falena, (progetto speciale per InCastro Festival); Mirada (vincitore del bando Danza Urbana XL 2024). Nel 2026 è in produzione con La Plaza (vincitore del bando Progetto CURA 2025 e supportato da ResiDance - luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL). Nel 2023 partecipa al progetto CRISOL – Creative Processes (Boarding Pass Plus 2022/2024). Nel 2017 conclude Azione, diretto da Sosta Palmizi. Nel 2013 consegue il Biennio di Formazione Professionale per il Danzatore Contemporaneo presso il C.I.M.D., diretto da Franca Ferrari. Nel 2011 si laurea in Scienze Politiche - curriculum Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Sviluppo presso l’Università degli Studi di Siena.

Marco Burchini, curatore. Dopo la Laurea in Lingue straniere consegue il Master MEC - Ideazione e progettazione di Eventi Culturali all’Università Cattolica di Milano. Attualmente è curatore di progetti internazionali e artisti emergenti della Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, curando la programmazione dei giovani autori, le residenze, Fabbrica Lab e i network nazionali e internazionali; nel 2024 vince il Bando SiaeE con la rassegna Arcipelago Coreografico e progetta il laboratorio critico Una bussola per lo sguardo, coinvolgendo Alessandro Iachino e Stefano Tomassini. Parallelamente si occupa della cura e promozione delle produzioni di TIR Danza. In passato ha lavorato con la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, in particolare per il Festival Bolzano Danza (2015 - 2020), e come responsabile di produzione a Centrale Fies, a seguire di un’esperienza formativa al Teatro di Roma.