L’artista attingerà dal suo repertorio di poesia visiva denominato Racconti del Sonno, per creare una serie di manifesti su carta da affissione da collocare nelle apposite plance pubblicitarie suddette. I testi, appositamente riscritti e revisionati graficamente per l’occasione con l’aggiunta di alcuni inediti, faranno riferimento a questioni di cui l’artista si occupa da tempo con l’utilizzo di un filtro letterario, lapsus che sfuggono ai programmi culturali e ai proclami per poi divenire da eccezioni la parte determinante del tutto. Il testo verrà integrato da elementi grafici quali asterischi, per ricreare quella sensazione di nota al margine, di “errata corrige” che sovvertono le buone intenzioni. I singoli testi, uno per ognuna delle 14 plance utilizzate, diventano pertanto una sorta di “postille alla vita”.

Marcello Mantegazza. Nato a Potenza nel 1974, si è formato presso l'Accademia di Belle arti di Roma. Nelle sue opere – epigrafi, lenzuoli, taccuini, manifesti, tele – esplora i meccanismi della scrittura in una dimensione che oscilla tra l'ultra-privato e l'ultra-pubblico, la poesia visiva e la sintassi delle rivolte di strada, gli aforismi declamatori e la confessione segreta. Timbri, incisioni, graffiti, frottage, spray: tutto ruota intorno alla scomoda e a volte sconveniente assunzione di una postura pubblica per il pensiero nella sua emersione impudica come segno. Il suo lavoro allude spesso alle tassonomie, alle classificazioni, agli archivi, agli inventari come rimedio sconfitto in partenza alla scomparsa, alla perdita della memoria e, in definitiva, alla morte stessa. Dal 2019 porta avanti un progetto di poesia visiva dal titolo Racconti del sonno: una serie di azioni che nascono in taccuini e diari, e che l’artista declina di volta in volta in formati, flussi, processi, e media diversi, fino all’affissione stradale o al “meme” sulle reti sociali.










