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Motus, Frankenstein (history of hate) (foto Andrea Macchia)
Motus

Frankenstein (history of hate)

10 novembre 2026, ore 21

Potenza, teatro F. Stabile

9 euro / ridotto 7 euro [acquista online]

Ideazione e regia di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande. Con Tomiwa Samson Segun Aina, Yuan Hu, Enrico Casagrande. In video Silvia Calderoni e Alexia Sarantopoulou. Drammaturgia Daniela Nicolò. Ricerca e collaborazione drammaturgica Ilenia Caleo. Riprese e montaggio video per la scena Vladimir Bertozzi. Ambienti sonori Demetrio Cecchitelli. Assistenti alla regia Astrid Risberg e Juliann Louise Larsen. Assistente al video Isabella Marino. Scena e costumi Daniela Nicolò & Enrico Casagrande. Direzione tecnica e fonica Martina Ciavatta. Disegno luci e video Simona Gallo. Tecnico video Theo Longuemare. Produzione Elena Marinelli. Organizzazione e logistica Shaila Chenet e Alessandro Patrini. Promozione Ilaria Depari e Beatrice Ottaviani. Distribuzione internazionale Lisa Gilardino. Comunicazione Dea Vodopi. Ufficio stampa UC studio. Grafica Federico Magli. Una produzione Motus con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Snaporazverein (CH) e Romaeuropa Festival. Residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano, Sardegna Teatro e IRA institute. Contributo video dal film documentario [ÒDIO] vincitore dell’ITALIAN COUNCIL 2024. Foto © Andrea Macchia.

motusonline.com

Tutto era quiete e gioia, tutto all’infuori di me;
io, come Lucifero, portavo in me l’inferno;
e poiché nulla amavo, sentivo il desiderio di sradicare gli alberi,
di spargere all’intorno sterminio e distruzione
e di sedermi poi a gioire fra le rovine.
— Frankenstein, Mary Shelley

Con il movimento conclusivo del progetto Frankenstein, estendiamo la “mappatura dell’orrore” partorita dalla mente della giovanissima Mary Shelley, per spostare il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dalla beatitudine apparente degli umani, che la rifiutano solo per il suo aspetto non conforme.
Un “film performato” così l’abbiamo chiamato – dove i livelli narrativi si mescolano in maniera caleidoscopica e tutto è in stridente relazione con l’oggi.
Captain Walton e la fantasmatica sorella Margaret/Mary – Walton/Wollstonecraft – Seville/ Shelley non abitano i ghiacci polari, ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra malandata umanità, fra incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini. Un film estremo, drammatico e folle ambientato fra gli “ecomostri” calabresi e spiagge accecate dal sole.
Protagonista di questo lavoro è anche il mare, che brilla all’alba e si incupisce al tramonto e risucchia, sputa, i corpi estenuati della creatura e il dottor Frankenstein nel loro disperato inseguimento. Una composizione che va ancor più ad amplificare il gioco di scatole cinesi con cui Mary W. Shelley ha raccontato la storia d’odio – e tenerezza radicale – della creatura, che “continuerà a esistere perché non ha mai vissuto”.
Tra le fiamme del fuoco prometeico che attraversa questo secondo movimento, alla voce della creatura si sovrappongono anche altre voci / testimonianze / “confessioni”, di giovani incontrat* nelle interviste per [ÒDIO], film/documentario vincitore dell’Italian Council 2024, che è stato presentato nel Marzo 2026 al museo Mambo di Bologna.

Quando si parla di odio è necessario porsi la domanda:
"Chi odia, perché odia? Quali rapporti di potere e di dominio si trovano in queste persone?
— Odio, Şeida Kurt


Motus. Nel 1991 nasce Motus, compagnia nomade e indipendente, in costante movimento tra Paesi, momenti storici e discipline. Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, animat* dalla necessità di confrontarsi con temi, conflitti e ferite dell’attualità, fondono scenicamente arte e impegno civile attraversando immaginari che hanno riattivato le visioni di alcun* tra i più scomod* “poet*” della contemporaneità. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo e sa prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente, ha attraversato e creato tendenze sceniche ipercontemporanee, interpretando autori come Beckett, DeLillo, Genet, Fassbinder, Rilke o l’amato Pasolini, per approdare a una Tempesta shakesperiana, interpolata da Aimé Césaire, capace di evocare la tragedia che può essere la migrazione e di creare instant community in tutto il mondo. I temi del confine – fisico, geografico, mentale – e della libertà di attraversarlo, rimangono centrali anche nei lavori più recenti, come l’acclamato MDLSX o la co-produzione italo-newyorkese Panorama. Dopo la radicale rilettura di Antigone alla luce della crisi greca, continua lo scavo fra le più scomode figure femminili del tragico con Tutto Brucia e le due costole performative You Were Nothing but Wind e Of The Nightingale I Envy The Fate (Dell’Usignolo invidio la sorte), che pongono la questione fortemente politica di quali siano i corpi degni di lutto. L’ultima produzione, Frankenstein (a love story),  prima parte del dittico progettuale che prende il nome dal celebre romanzo di Mary Shelley, intreccia l’inquieta, complessa e spesso dolorosa biografia dell’autrice, ai recenti gender studies, alla filosofia postumana, e alle teorie dell’interspecismo. Il lavoro artistico della compagnia è attraversato da un intenso programma formativo di incontri pubblici, lezioni e masterclass presso atenei italiani e stranieri: dall’università IUAV di Venezia, a La Manufacture – Haute école de théâtre de la Suisse Romande di Losanna, al Master DAS Theatre dell’Academy of Theatre and Dance di Amsterdam e alla Berner Fachhochschule – Accademia delle arti di Berna. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre premi UBU e prestigiosi premi speciali per il loro lavoro. Artist* liber*, portano i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (NYC) a TransAmériques e PuSh Festival (Canada), da Santiago a Mil (Cile) al Fiba Festival (Buenos Aires), da Adelaide Festival (Australia) a MITsp (Brasile), da Taipei Arts Festival (Taiwan) a Hong Kong International Black Box Festival, oltre che in tutta Europa. Nel 2010 Enrico Casagrande, a rappresentanza di tutto il gruppo, è direttore artistico della 40a edizione del Santarcangelo Festival, che nel 2020 invita nuovamente la compagnia alla Direzione Artistica del Festival, per un’edizione straordinaria celebrativa del suo 50° anniversario. L’irruzione della pandemia di Covid-19 impone un ripensamento del progetto, che si dilata su 12 mesi divenendo un viaggio in tre atti, con preludio d’emergenza nel luglio 2020, intermezzo invernale online e gran finale nel luglio 2021. Nel 2023 curano Supernova, prima sperimentazione della rassegna di arte performativa contemporanea a Rimini creata in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri e il Comune di Rimini. Nello stesso anno ha inizio MOTUS Archivio, progetto per la digitalizzazione del materiale raccolto dalla compagnia durante i 35 anni di attività artistica e che culmina nel 2025 con la mostra “Future in the Past”, inaugurata nell’Ala Nuova del Museo della Città di Rimini. Nel 2024 MOTUS vince la tredicesima edizione del prestigioso bando Italian Council con il progetto [ÒDIO]; opera filmico/documentaria che nasce da un’indagine condotta sugli adolescenti affiancando il secondo movimento del progetto sulle mostruosità Frankenstein (History of Hate). Il 2025 è l’anno di apertura di Casa MOTUS sulle colline di San Giovanni in Marignano che, attraverso il bando PNRR, è divenuta un centro culturale per lo sviluppo di attività artistiche e pedagogiche.