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Giovanfrancesco Giannini, Nico desertshore (foto Luca Del Pia)
Giovanfrancesco Giannini | Körper

Nico, Desertshore

6 novembre 2026, ore 21.30

Potenza, palestra liceo scientifico Pasolini

5 euro [acquista online]

Concept, coreografia e regia Giovanfrancesco Giannini. Performance Roberta Racis, Giovanfrancesco Giannini. Sound environment F. De Isabella. Direzione tecnica e light design Valeria Foti. Foto Luca Del Pia. Video Pietro Di Francesco. Tecnico in tour Lud Sciannamblo. Produzione, management e distribuzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della danza. Con il supporto di Le Alleanze dei Corpi - ZEIT, IRA Institute. Con il sostegno di Residenze NAOcrea 2025 – Arte, territorio e partecipazione - Ariella Vidach Aiep. Realizzato nell’ambito del progetto residenze coreografiche Lavanderia a Vapore. Foto © Luca Del Pia.

giovanfrancescogiannini.com

Nico, Desertshore è un concerto di danza che nasce da un’indagine artistica ispirata alla musica, ai testi e all’archivio di Christa Päffgen, in arte Nico. Le tracce del suo album culto Desertshore (1970) compongono la partitura sonora della performance, in cui i corpi dei danzatori danno forma a un universo visivo denso e perturbante. Atmosfere cupe, visioni esoteriche, danze macabre, tempeste interiori e una solitudine ancestrale abitano la scena, evocando un immaginario inedito e desolato.
In uno spazio circolare due corpi non si raggiungono mai e sono testimoni del peso dell’esistenza e dell’incomunicabilità. In loro si intravede una frattura con il reale, una cicatrice interiore. Immersi in un altrove parlano con i lori fantasmi e danzano nella loro solitudine. Il tempo si espande in una dimensione a-temporale ancor più dilatata dai suoni, dai rumori, dalla musica e dalle canzoni interpretate da Nico – provenienti dal suo album Desertshore.
Desertshore vive di una austerità assoluta, di una insopportabile angoscia esistenziale. Il suo incedere è quello di una umanità incapace di porre rimedio al suo destino; la sua solennità è quella di un urlo che giunge dal fondo dei secoli. Il fronte e il retro della copertina dell'album, mostrano immagini tratte dal film La cicatrice interieure di Philippe Garrel (1971). Un’opera spregiudicata che non spiega nulla e che rifiuta tutte le retoriche possibili di una classica storia lineare.


giannini nico l luca del pia

Giovanfrancesco Giannini è danzatore e coreografo residente in Italia. Si diploma come danzatore alla Scuola Civica di Milano Paolo Grassi nel 2015. Attualmente lavora come interprete per diversi artisti tra i quali: Alessandro Sciarroni, con lo spettacolo Save the last dance for me andato in scena con oltre duecento repliche in tutta Europa e nel mondo. Francesca Foscarini con il progetto Museo dell’altrove (Progetto promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Adelaide Cioni in 5 geometric songs una produzione di Fondazione Furla e Ariella Vidach con la compagnia Aiep in diverse produzioni. Ha danzato per numerosi coreografi e registi tra i quali: Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy e Ismael Ivo. ​Dal 2019 è impegnato nel portare avanti la sua ricerca artistica ed un suo linguaggio personale come artista attivo nell’ambito della coreografia e delle performing arts. I suoi lavori sono stati presentati in festival nazionali e internazionali, tra i quali: Santarcangelo Festival, FOG Triennale Milano Performing Arts, Fabbrica Europa, CCDC Festival Hong Kong, SCENA Sesc San Paolo, Secret Florence, Autunno Danza, Primavera dei Teatri, BIG Bari International performing Festival, Korperfomer, Lecite Visioni - Teatro dei Filodrammatici. Nel 2019 è tra i vincitori del bando Crossing The Sea - Marche Teatro con il progetto Memories (2019) e nel 2020 è tra gli artisti italiani selezionati per CRISOL – creative processes, Boarding Pass Plus. Nel 2019 è assistente alle coreografie per Alessandro Sciarroni alla Biennale di Venezia per Biennale college danza. Il suo primo lavoro CLOUD (2022) è stato selezionato per Dna Appunti Coreogarafici (RomaEuropa), Nid platform – open studios 2021 e Tanzmesse – open studios 2022. Nel 2023/24 è tra gli artisti supportati da R.O.M – Residencies On the Move - Creative Europe con il progetto Vanitas (2024). Dal 2021 è artista sostenuto e prodotto da Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza. La sua pratica artistica riflette in particolare sul tema della politica delle immagini in relazione alla coreografia e alle performing arts. ​La coreografia nella sua ricerca è intesa come costruzione dinamica di diversi elementi che compongono lo spazio di azione, in una relazione continua e dialogante tra il segno del corpo, l'immagine e lo sguardo. I suoi studi e le sue ispirazioni spaziano dalle arti visive, al cinema, alla politica. Attraverso l’arte e la danza cerca strumenti per cercare di leggere il presente e aprire nuovi spazi di condivisione ed espressione.