Questo sito web utilizza i cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possano essere utilizzati questo tipo di cookie sul proprio dispositivo.

  • Icona Facebook
  • Icona Instagram
Dorothée Munyaneza | Cie Kadidi

Toi, moi, Tituba...

7 settembre 2026, ore 21

Potenza, palestra comunale via Bramante

9 euro / ridotto 7 euro [acquista online]

Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi è presente al Città delle 100 scale Festival 2026 grazie al sostegno di Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Creazione e performance Dorothée Munyaneza. Musiche live Khyam Allami, Dorothée Munyaneza. Costumi Stéphanie Coudert. Da un testo di Elsa Dorlin. Light design Marine Le Vey. Suono Camille Frachet. Luci Anna Geneste, Camille Faye. Produzione Virginie Dupray – cie Kadidi. Foto © Elodie Paul.

ciekadidi.com/dorothee-munyaneza-en

 

In collaborazione con il compositore Khyam Allami, Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi in Toi, moi, Tituba… parte dal corpo per costruire un archivio vivente, sensibile, fisico. Riunisce esperienze nate dalla dispersione. Trasforma il suo corpo in un frammento e in un tutto. Un corpo che scava in un passato fatto di sofferenza e dolore per celebrare, riparare e commemorare. Un corpo immobile come tentativo di impedire che l’oblio e la cancellazione prendano il sopravvento.

Come sempre, tutto inizia dagli incontri: l’incontro con Elsa Dorlin, la filosofa, l’incontro con il suo testo Me, you, us: “I, Tituba” and the Ontology of the Trace, che ho avuto il piacere di mettere in movimento nel 2021 nell’ambito di L’ADN Dance Living Lab al Théâtre National de Chaillot, e poi il ritorno a Tituba e al pensiero di Maryse Condé.
Una storia-genealogia, pubblicata da Condé nel 1986, Io, Tituba, strega nera di Salem ha dato vita, a partire da poche righe scoperte nei verbali di un processo per stregoneria, a Tituba, donna, nera e strega, in un’epoca in cui non era lecito essere nessuna delle tre. Un’opera-resistenza, quella di Maryse Condé, che non ha mai smesso di restituire una voce, una carne, una storia a ciò che è stato cancellato, messo a tacere e svilito.
Tutto è lì. Come far risuonare i respiri, le vite e i sogni di quegli uomini e di quelle donne la cui identità e la cui stessa esistenza sono state negate e spezzate dalla tratta degli schiavi e dal sistema coloniale? Attraverso le parole? Attraverso il corpo, forse? Attraverso la voce che abita lo spazio, i canti che parlano a chi è presente e a chi è lontano? Come muovere il mio corpo e la mia storia per rendere udibili, visibili e tangibili le tracce di coloro che si sono spentə, passatə inosservatə, ignoratə o dimenticatə; come rapportarmi alla mia stessa storia, di cui nessuna traccia scritta testimonia, se non forse alcune cancellazioni storiche — per usare le parole di Elsa Dorlin — negli archivi amministrativi coloniali? È possibile creare una discendenza, collegare, per il tempo di una danza, coloro che la storia ha dimenticato con tanta determinazione alle nostre vite, ma anche a chi ancora deve nascere?
— Dorothée Munyaneza


munyaneza tmt large elodie paul

Dorothée Munyaneza è un’artista multidisciplinare che utilizza musica, canto, testo e movimento per affrontare la rottura come forza dinamica. La sua ispirazione muove da storie reali, cogliendo corpo, memoria e il tempo presente per creare uno spazio di risonanza. Originaria del Ruanda ma cresciuta in Inghilterra e ora basata a Marsiglia, Munyaneza si è formata presso la Jonas Foundation di Londra, studiando musica e scienze sociali a Canterbury, prima di trasferirsi in Francia. A partire dal 2006, nei suoi lavori collabora con François Verret, Radouan Mriziga, Alain Mahé, Jean-François Pauvros, Robyn Orlin, Ko Murobushi, Nan Goldin, Stéphanie Coudert, Rachid Ouramdane, Maud Le Pladec, Alain Buffard, Maya Mihindou e Ben LaMar Gay. Nel 2013 fonda a Marsiglia la Compagnia Kadidi. Artista associata al Théâtre la Ville di Parigi dal 2018 al 2021, collabora ora con il Théâtre National de Chaillot, la Maison de la Danse e la Biennale di Danza di Lione. Nel 2024, le è stato conferito il Salavisa European Dance Award presso la Fondazione Gulbenkian di Lisbona.