Un percorso di scoperta del proprio corpo

La presentazione pubblica di Genealogia avverrà il 30 settembre ma il laboratorio che gli dà vita è partito da una decina di giorni.

Luna Cenere, Genealogia. Laboratorio a Bucaletto, Pz (foto Salvatore Laurenzana)

Written by

Alice Possidente

Published on

28 September 2021

«La sfida a quel punto è diventata un occasione per lavorare su un vocabolario non soltanto fisico ma anche verbale. Dovevo far si che quel contatto che prima mi permetteva di toccare i corpi ora si facesse parola, dovevo toccare i corpi con la voce»

Luna Cenere, danzatrice e performer – la mente dietro al progetto – è arrivata a Bucaletto il 21 settembre con il suo assistente Davide Tagliavini. Una call pubblica ha chiamato a raccolta i partecipanti. Una scoperta del proprio corpo rivolta a chiunque voglia farne parte. Ma le persone che vi prendono parte compiono «un grande atto di coraggio» secondo Luna. «Con il nostro corpo – spiega - ci abbiamo a che fare sempre ma non lo accogliamo mai veramente».
Durante il laboratorio «i primi giorni sono quelli in cui entrano in crisi un po’ tutti», confessa Luna. «Spiego cosa andremo a fare e io stessa anticipo che questo può accadere. Fa parte del processo. Guido i partecipanti in un percorso di osservazione e ascolto del proprio corpo in cui vengono alla luce dettagli prima ignorati. Questa forte attenzione, la ricerca e la scoperta possono essere fasi davvero intense per alcuni».
Il laboratorio diventa così messa a nudo di se stessi, non soltanto in termini metaforici. «Quando penso a un corpo io me lo immagino nudo, per questo generalmente lavoro con la nudità in scena – spiega Luna – ma a Bucaletto non ci saranno le condizioni. Non è questo l’obiettivo. Esporsi, raccontare ciò che si sente riguardo al rapporto con il proprio corpo è già un mettersi a nudo».
La presentazione, poi, si va sempre ad adattare con il luogo, diventandone parte integrante. «Il terreno di Bucaletto è ostico – continua Luna – in genere io lavoro a piedi nudi ma qui i partecipanti dovranno indossare delle scarpe». Il percorso può risultare molto più semplice quando tutto il laboratorio si svolge in una safe zone, ad esempio «all’interno di un teatro». Quando invece si lavora all’aperto – come a Bucaletto – intervengono altri fattori che accolgo all’interno del processo stesso per far si che lo arricchisca.


luna cenere laboratorio bucaletto slaurenzana

A Bucaletto il laboratorio in preparazione alla performance si svolge tutti i giorni, di pomeriggio. Tutte donne le partecipanti. Un po’ perché, secondo Luna, «l’attività della danza da sempre attira più le donne», un po’ perché, confessa, «ho la sensazione che in questo luogo si soffra degli stereotipi di cui soffrono tutti i sud del mondo: il rapporto con il corpo è molto complesso».
Per molti partecipanti il laboratorio diventa soltanto l’inizio di un percorso. «Abbiamo una community, su Facebook, un gruppo privato dove ci scambiamo informazioni e ci teniamo aggiornati sulle varie tappe della performance». Alla community si aggregano tutti quelli che hanno partecipato agli altri laboratori e non vogliono perdere i contatti. «C’è la possibilità che qualcuno che ha partecipato ai progetti precedenti ci raggiunga a Bucaletto – dice Luna – e spesso accade».
E la community è stata vitale sia nel primo che nel secondo lockdown. «Ci sentivamo spesso e continuiamo a farlo, condividendo idee e progetti». La difficoltà è stata immaginare la struttura della performance ai tempi del covid, evitando il contatto fisico. «La sfida a quel punto è diventata un occasione per lavorare su un vocabolario non soltanto fisico ma anche verbale. Dovevo far si che quel contatto che prima mi permetteva di toccare i corpi ora si facesse parola, dovevo toccare i corpi con la voce». E pare abbia funzionato. «Se prima i partecipanti entravano in contatto fisicamente, ora si sentono a pelle. Comunicano con lo sguardo, senza toccarsi. E l’energia è molto più forte».


Informazioni e approfondimenti

www.lunacenere.com/genealogia-research-project

Crediti
Produzione Compagnia Körper | Festival Oriente Occidente in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza” con il supporto di L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e Teatro Petrella di Longiano, Centro di Produzione Nazionale Virgilio Sieni e Les Brigittines – Playhouse for Movement, Associazione Armunia/Festival Inequilibrio. Inserito nel progetto ResiDance XL 2018 – luoghi e progetti residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino. Coreografia Luna Cenere. Assistenti e interpreti Lucas Delfino, Daria Menichetti, Ilaria Quaglia, Davide Tagliavini. Musiche Renato Grieco. Management & distribuzione Domenico Garofalo.

© foto Salvatore Laurenzana