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Teatro La Ribalta

Otello Circus

22 ottobre 2019, ore 20.30

Potenza, teatro F. Stabile

da 8 a 10 euro. Prenotazione obbligatoria

Premio Ubu 2018 / progetto speciale

Con Rodrigo Scaggiante, Mirenia Lonardi, Matteo Celiento, Maria Magdolna Johannes, Jason De Majo, Michael Untertrifaller, Daniele Bonino e Rocco Ventura. 

Scene e regia Antonio Viganò. Collaborazione artistica Antonella Bertoni. Costumi Roberto Banci, Sartoria teatrale Tirelli. Disegno luci Michelangelo Campanale. Direzione tecnica Andrea Venturelli. Distribuzione Claudio Ponzana. Organizzazione Martina Zambelli. Produzione Teatro La Ribalta - Kunst der Vielfalt (Bolzano/Bozen). In collaborazione con Residenze artistiche "Olinda" – Festival “Da vicino nessuno è normale” – Milano e l'Orchestra AllegroModerato. Con il sostegno di Fondazione Allianz UMANAmente.

Foto in alto © Vasco Dell'Oro. Foto nell'articolo © Marzia Rizzo.

Prenotazioni contatti@cittacentoscale.it

teatrolaribalta.it

È un’opera lirico-teatrale ispirata alle opere di Giuseppe Verdi e William Shakespeare. Nasce dall’incontro tra il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt di Bolzano e l’Orchestra Allegromoderato di Milano, e dalla volontà di costruire insieme, valorizzando le proprie specificità e alterità, un percorso artistico e musicale.
Gli attori e i musicisti di-versi, ci restituiscono l’Opera, con una propria personale visione, singolare e poetica, mettendo in scena un grande circo dei sentimenti umani dove tutto è dominato dalle passioni e dalle ambizioni dei personaggi. Il progetto è pieno di storie di riscatto, di uomini e donne che finalmente posso essere qualcos’altro e non solo la loro malattia o la loro patologia. Si assumono l’onere e l’onore di voler essere giudicati per quello che fanno e non per quello che sono e ci chiedono di andare oltre le apparenze, di non essere giudicati con occhi speciali, pieni di “solidarietà sociale. Ci chiedono solo di essere guardati e giudicati per la loro arte. L’opera è ambientata in un vecchio circo dove tutto sembra appassito ed Otello è costretto a rappresentare la sua personale tragedia. E’ la sua condanna, la pena che deve scontare per il suo gesto efferato e omicida. Su quella pista gli fanno compagnia gli altri personaggi dell’opera di Verdi e Shakespeare: Cassio, Jago, Roderigo ed Emilia che si spartiscono le varie attività e mestieri del Circo. L’acrobata, il lanciatore di coltelli, l’equilibrista, l’inserviente, il domatore. Ogni giorno, da anni, più volte il giorno, quella tragedia della gelosia si ripete e gli interpreti, oramai diventati personaggi consumati, deboli e fragili, sono incapaci di fermare quel circo dei sentimenti umani che porta alla tragedia.
In quel circo, girano invisibili i fantasmi delle vittime di femminicidio, per cercare, invano, di interrompere quella giostra e per ricordare, a chi guarda, che l’amore che uccide è contro natura.


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Teatro La Ribalta. La compagnia è diretta dal regista, attore e scenografo Antonio Viganò. Formatosi alla Scuola del Piccolo teatro e all’Ecole Jacques Lecoq di Parigi, ha incontrato la danza grazie a Carolyn Carlson e Julie Anne Stanzak. Già attivo negli anni ‘90 nel settore degli spettacoli per l’infanzia e la gioventù dove ha vinto cinque premi Eti Stregagatto per le migliori creazioni teatrali. E’ stato anche il regista per diverso tempo della compagnia francese Oiseau Mouche, il primo ensemble teatrale europeo costituito da uomini e donne in situazione di handicap. Oltre alla direzione artistica del Teatro La Ribalta, Viganò ha lavorato Oltralpe al centre drammatique Le gran bleu di Lille e allo Schauspielhaus di Zurigo. I suoi testi sono stati tradotti e rappresentati in francese, russo, tedesco e spagnolo. Insegna anche Teatro e comunità alla Stams di Lecce e al master della Sapienza di Roma. Nel 2017 l’Associazione nazionale dei critici del teatro gli ha assegnato il premio Ancr per le sue creazioni e la sua ricerca. Ha firmato le regie degli spettacoli Impronte dell’anima, Personaggi, Il suono della caduta, Il minotauro, Il ballo, Ali e l’ultima creazione Otello Circus opera lirico teatrale. La compagnia, costituita in maggioranza da attori e da attrici in situazione di disagio psichico, si è avvicinata a questo mondo non con intenti terapeutici o pedagogici, né tantomeno sociali, ma per cogliere il mistero che appartiene all’inesplicabilità dell’arte mentre la terapia è costretta a fermarsi su questa soglia. Per loro il teatro è una necessità, un ago per cucire relazioni, un atto politico, un luogo del riscatto sociale e a Bolzano rappresenta un punto d’incontro per la comunità italiana e tedesca dove esplorare nuovi linguaggi. È oggi costituita da quindici persone di cui dieci attori e cinque impiegati nei settori organizzativo e amministrativo.