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Babilonia Teatri

Padre nostro

4 ottobre 2019, ore 20.30

Potenza, teatro F. Stabile

da 8 a 10 euro

Di Enrico Castellani e Valeria Raimondi. Con Maurizio Bercini, Olga Bercini, Zeno Bercini. Direzione di scena Luca Scotton. Foto Eleonora Cavallo. Produzione La Corte Ospitale, Babilonia Teatri. Scene Babilonia Teatri. Produzione 2019.

babiloniateatri.it

Sulla parola padre oggi si sta combattendo una battaglia. Tutti ci spiegano come dovrebbe essere, la sua importanza, la sua legge, la sua evaporazione. Padre nostro non è una preghiera rivolta a dio. La P qui è minuscola. L’aggettivo precede il sostantivo. Padre nostro è un genitore con i suoi due figli. È una resa dei conti che non ammette fine. Ci chiediamo quale eredità oggi il padre possa trasmettere, indipendentemente dal fatto che sia un papà di sangue o meno.
Padre nostro di Babilonia Teatri è una sorta di Hansel e Gretel al contrario, vent’anni dopo, ma non è una fiaba. Sulla scena ci sono realmente un padre con i suoi due figli adolescenti: babbo e figli nella vita e sulla scena. Si chiamano con i loro nomi, Maurizio Bercini, Olga Bercini, Zeno Bercini, schierati uno accanto all’altro con il pater familias al centro e li accompagna la voce impastata di Tom Waits, che canta Anywhere I Lay My Haed, come all’inizio di una funzione religiosa. Padre nostro è un ritratto di famiglia dove niente è al suo posto. È la voglia di disfarsi del padre. Di lasciarselo dietro le spalle. Olga e Zeno, i nostri Hansel e Gretel, hanno portato il loro padre lontano, l’hanno bendato e legato a una sedia. Ora i ruoli sono invertiti, ora sta a lui, al padre, trovare la strada per tornare a casa, trovare un posto nel mondo. Per farlo deve delle spiegazioni ai suoi figli. Hansel e Gretel vogliono conoscere tanti perché. Perché loro padre li ha portati nel bosco? Perché li ha abbandonati? In nome di cosa? Di chi? Perché ha scelto per loro quella casa? Quella scuola? Quella madre? Quella vita? Hansel e Gretel sono spietati. Danno vita a un vero e proprio interrogatorio che spesso sembra scivolare nell’esposizione di capi d’accusa, che non prevedono una dialettica né attendono una risposta. Il padre vacilla. Si difende. Si giustifica. Infine alza le braccia in segno di resa.

babilionia padrenostro albero ecavallo

Babilonia Teatri. È tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che da più parti è definito pop, rock, punk. Si è imposta per il suo sguardo irriverente e divergente. Il suo stile, fuori dagli schemi, intende il teatro come specchio della società e della realtà. Crede nella potenzialità del teatro di interrogare e interrogarsi su questioni, tematiche, situazioni problematiche. Attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici muove la necessità e l’urgenza dell’interrogazione, per far emergere conflitti e tensioni, con ironia e cinismo, affetto e indignazione. Attraverso il teatro, gli spettacoli di Babilonia Teatri mettono in gioco l’idea stessa di normalità. La compagnia vince nel corso degli anni numerosi riconoscimenti tra cui il premio Scenario, due Ubu, l’Hystrio alla drammaturgia, il Franco Enriquez per l’impegno civile, il riconoscimento dell’Associazione nazionale dei critici di teatro, il Leone d'argento per l'innovazione teatrale alla Biennale di Venezia. Oltre che nelle principali città italiane, gli spettacoli sono stati ospitati in Francia, Germania, Austria, Ungheria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Colombia e Russia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi, fondatori della compagnia nel 2006, sono i direttori artistici di Babilonia Teatri. Drammaturghi, autori, registi e attori, hanno base a Verona. Dirigono la compagnia dalla sua nascita, occupandosi dell'ideazione, della scrittura, della messa in scena, della regia e in molti casi dell'interpretazione dei lavori del gruppo. Hanno firmato tutte le produzioni Babilonia Teatri, tra cui Paradis, Pedigree, Purgatorio, David è morto, Ho un lupo nella pancia, Inferno, Jesus, Lolita, Pinocchio, The end, The best of, Pornobboy, Pop Star, Made in Italy, Underwork, Panopticon Frankenstein. Numerosi anche i progetti speciali, tra cui Con il mare facevamo il pane, Maledetta primavera, The rerum natura, Il mio nome è musa, This is the end my only friend the end, Baby don't cry e Special price.