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Jan Fabre, Lino Musella

The Night Writer. Giornale notturno

27 settembre 2019, ore 20.30

Potenza, teatro F. Stabile

da 8 a 10 euro

Testo, scene e regia Jan Fabre. Con Lino Musella. Musica Stef Kamil Carlens. Drammaturgia Miet Martens, Sigrid Bousset. Traduzione Franco Paris. Direzione tecnica Geert Van der Auwera / Javier Delle Monache. Disegno e luci Jan Fabre. Fonica Marcello Abucci. Direzione di produzione Gaia Silvestrini. Produzione Troubleyn/Jan Fabre e Aldo Grompone. Produzione esecutiva e distribuzione Aldo Miguel Grompone. La produzione ringrazia Vittorio e Margot.
Foto © Gianluca Di Ioia / La Triennale Milano.

Uno zibaldone sprezzante. Illuminazioni e turbamenti di lunghe notti insonni. Jan Fabre scrive e disegna nell’oscurità. The Night Writer raccoglie, come in un flusso, i suoi pensieri sull’arte, sul senso della vita, sulla famiglia, sul sesso, sull’amore: dai vent’anni di un giovane di provincia, sino alla maturità dell’artista celebrato in tutto il mondo. Il copione raccoglie anche brani tratti dai suoi scritti per il teatro, da La reincarnazione di Dio del 1976 fino a Drugs kept me alive del 2012 passando per L’Angelo della Morte, Io sono un errore, L’imperatore della perdita, Il Re del plagio, Corpo, servo delle mie brame, dimmi…, Io sono sangue e La storia delle lacrime.
Come in una confessione, un mettersi a nudo con spregiudicatezza, con ironia e crudeltà. E il perfetto Lino Musella dà corpo a questo “diario umano” e restituisce l’irrestituibile. Da grande attore incarna con verità, con poesia, con commozione, con ironia e con intelligenza questo carico di vita e di pensieri, con la stessa potenza, vitalità e bellezza, con cui l’autore li ha trasferiti su carta.
La lettura del diario ci introduce alle molteplici, contraddittore e intriganti sfaccettature di Jan Fabre, che si rivela di volta in volta visionario, disarmante e scaltro, pungente e commovente, provocatorio ed esitante, sovversivo e orgoglioso della propria tradizione figurativa fiamminga. Emerge poi un’evidente e significativa discrepanza tra la vita del giorno, ricca comunque di impressioni, sensazioni, lavoro, performance, mostre, progetti e quella ancora più intensa della notte, intima, lacerante, sconvolgente, colma di furia creativa, ora meditativa, ora “sanguigna”. Ne esce uno spettacolo di rara intensità, crepuscolare e visionario, divertente e dissacrante. Poetico di una poesia trattenuta, detta timidamente, appena evocata sul filo dei ricordi. Ma The Night Writer gode anche di un impianto istallativo, plastico. Non solo una gigante proiezione a segnare il fondale, ma anche una pedana di sale, su cui spuntano, come creste lunari, quattro pietre, le “Stein” cui Musella si affida in una prova sospesa tra pratica performativa e sapiente interpretazione. Il nuovo assolo del geniale Jan Fabre, ci consegna l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo mentale, creativo, fisico che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.


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Jan Fabre. Artista visivo, regista e autore teatrale belga, da quarant’anni tra le figure più innovative della scena internazionale. Le sue opere sono state presentate nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, quelle di Lione e San Paolo e la Documenta di Kassel. Il museo del Louvre addirittura gli ha dedicato una mostra monografica, L’ange de la metamorphose nel 2008. Negli ultimi anni sono state allestite in Italia diverse sue personali. Ricordiamo quelle di Palazzo Benzon a Venezia (Anthropology of a planet, 2007), da Maxxi di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013), nel centro storico di Firenze (Spiritual guards, 2016) e nella Valle dei Templi di Agrigento (Ecstasy & oracles, 2018). Tra le recenti pubblicazioni in Italia Giornale notturno III (1992-1998), del 2019, il terzo di tre volumi che raccolgono i suoi diari personali. Nello scorso marzo è uscito JanFabre. Teatro I, il primo volume di un progetto editoriale per la pubblicazione di tutti i testi per il teatro. Nato ad Anversa nel 1958, nei suoi lavori ha mantenuto sempre centrale l’esperienza della corporeità, mentre, nelle arti visive, sua caratteristica è l’uso di insetti dal cui mondo è mutuata l’idea di metamorfosi come metafora dell’opera artistica, e per richiamo all’antenato, l'entomologo J.-H. Fabre. Si è formato all'Istituto di arti applicate e all’Accademia reale di Anversa, esordendo con performance nel solco della body-art con My body, my blood, my landscape nel 1978. Dopo aver creato scenografie e costumi per il nuovo teatro fiammingo di Anversa, ha realizzato il suo primo spettacolo, Theater geschreven met een K is een kater del 1980. Nei suoi lavori, caratterizzati da un’esuberanza estetizzante e barocca delle forme e basati sulla ripetizione ossessiva dei movimenti, sulla scomposizione della temporalità e sulla destrutturazione delle sequenze, Fabre insegue il mito del teatro totale, tentando di dominarne tutti i linguaggi dalla musica, alla coreografia, dalla regia, alla scrittura, scenografia, plastica scenica.

Lino Musella. Il 39enne attore napoletano ha studiato recitazione con Guglielmo Guidi e regia teatrale alla Paolo Grassi di Milano. Si è formato con Marcello Cotugno, Paolo Zuccari e Michela Lucenti/Balletto Civile. Negli anni ha alternato l’attività di attore a quella di regista, autore, tecnico e disegnatore luci. Come attore ha lavorato con Valter Malosti, Serena Sinigaglia, Virginio Liberti e Annalisa Bianco, Claudio Autelli, Antonio Mingarelli, Antonio Latella, Pierpaolo Sepe, Alfredo Arias, Andrea De Rosa, Carlo Cerciello, Fabrizio Arcuri, Mario Martone. Nel 2003 ha vinto la borsa di studio Gianni Agus (Premio Hystrio). Ha ricevuto nel 2014 il riconoscimento Le Maschere del Teatro, l’anno successivo l’Anct-Hystrio e nel 2017 il premio Enriquez con Paolo Mazzarelli e Monica Nappo. Dal 2009 anima, con Paolo Mazzarelli, la Compagnia Musella-Mazzarelli, con cui ha dato vita agli spettacoli Due Cani, ovvero la tragica farsa di Sacco e Vanzetti nel 2008, Figli di un brutto Dio vincitore nel 2010 del premio In-box, Crac Machine dell’anno successivo, La società del 2012, premio Anct alla drammaturgia, Strategie fatali del 2015 vincitore dell’Hystrio alla drammaturgia e Whois the King nel biennio 2017-2018. Nel 2016 mette in scena L’ammore nun è ammore, 30 sonetti di Shakespeare traditi e tradotti da Dario Jacobelli. Nel 2019 è stato chiamato ad interpretare The Night Writer. Giornale notturno di JanFabre. In televisione ha recitato in Gomorra la serie e The Joung Pope. Al cinema ha lavorato con Eduardo De Angelis, Francesca Staasch, Gianfranco Cabiddu, Valerio Mastandrea, Carlo Luglio, Gianluca Iodice e Paolo Sorrentino.