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Mazen Khaled

Martyr

19 ottobre, ore 20.30

Potenza, teatro F. Stabile
ingresso gratuito

Un film di Mazen Khaled, Libano/Italia. Versione originale in arabo con sottotitoli in italiano. Durata 84'. Anno 2017. In collaborazione con Spazio [K]. Cast & crew MOTHER Carol Abboud, HASSANE Hamza Mekdad, FRIEND Mostafa Fahs, FRIEND Hady Bou Ayash, FRIEND Rachad Nassereddine, FATHER Rabih el Zaher, SISTER Raneem Mourad. Director Mazen Khaled. Script Mazen Khaled. Production Diala Kachmar. Cinematography Rachelle Noja & Talal Khoury. Editing Vartan Avakian. Sound design Victor Bresse. Music Zeid Hamdan and Vladimir Kurumilian. Colorist Belal Hibri.

La vita di Hassane, un ragazzo di Beirut rimasto senza lavoro e senza prospettive, sembra scorrere nell’apatia. Le sue giornate monotone si svolgono in spiaggia insieme agli amici, mentre in casa sua madre e suo padre non fanno altro che ricordargli quanto miserabile e senza uno scopo sia la sua esistenza. L’apatia si spezza nel momento in cui Hassane decide di tuffarsi in mare da un cavalcavia e muore annegato. In seguito alla sua morte, la comunità di amici si stringe nel cordoglio attorno al corpo senza vita del ragazzo, ingaggiando insieme alla famiglia tutti i rituali del lutto dovuti a un martire. Tra l’arte visuale e la performance art, Martyr ci mostra l’inevitabile martirio della giovane popolazione libanese.

Il film è stato presentato in anteprima alla 74. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La proiezione fa parte di “Eterotopie / Libano”, progetto curato dal regista libanese Roy Dib per l’edizione 2018 di Sicilia Queer international new visions filmfest, con cui Città delle 100 scale festival è quest’anno in rete. Della stessa compagine fa parte la mostra “Lascia che ti guardi, lascia che ti tocchi” che sarà allestita a Potenza in Spazio K, e di cui il film diviene ideale introduzione. Il progetto approda a Potenza nell’ambito di una serie di osservazioni che Città delle 100 scale festival conduce lungo le sponde del Mediterraneo: film e mostra offrono uno sguardo denso e significativo su un mare che è frontiera culturale e identitaria per corpi inquieti sulle coste di Beirut.


Mazen Khaled è nato a Beirut, in Libano. Dopo essersi interessato di analisi delle politiche pubbliche e aver fatto ricerca si è occupato del mondo pubblicitario, scrivendo e dirigendo pubblicità per la televisione come parte del suo lavoro da direttore creativo. Ha studiato e lavorato a Beirut, Washington DC, Dubai e a Montréal. Il lavoro di Mazen tende a concentrarsi sul corpo, incorniciandolo con senso estetico ma anche racchiudendolo entro le cornici della spiritualità, della famiglia e della società, partendo dalla convinzione che quando dei corpi si uniscono lo fanno sfidando l’impossibile o esplorando la verità. Il risultato singolare è la costruzione di un’estetica unica, fugace e difficile da immortalare. Martyr è il suo primo lungometraggio dopo numerosi corti: Cadillac Blues (2002), Our Gentleman of the Wings (2010), My Queer Samsara (2010), A Very Dangerous Man (2012).