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La giovane danza del Mediterraneo e del Medio Oriente

Favorire la conoscenza e lo scambio di pratiche performative tra gli artisti stranieri e le realtà del territorio italiano.

Pubblicato il

24 settembre 2018

In rete con altri quattordici festival italiani, la seconda edizione del Focus Young Mediterranean And Middle East Choreographers ha notevolmente ampliato sia la propria dimensione geografica sia la propria azione di mobilità artistica e di dialogo interculturale invitando, da Torino a Catania, da Roma a Potenza, artisti provenienti da contesti complessi quali la Siria e l’Iran, oltre a Marocco, Tunisia, Libano, Egitto e Italia. Nello specifico, il Focus sta realizzando serate di spettacolo e sessioni di lavoro, presentazioni di spettacoli in short e long format, offrendo ai giovani coreografi selezionati diverse residenze artistiche e occasioni di approfondimenti tematici tramite incontri con altri artisti e con il pubblico, organizzando seminari e masterclass, e puntando in particolare sullo scambio di pratiche performative tra gli artisti e le realtà del territorio italiano per incentivare l’avvio di nuovi progetti condivisi. 
A Potenza saranno presentati i lavori di Mithkal Alzghair (Siria), Radouan Mriziga (Marocco), Seifeddine Manai (Tunisia): artisti e linguaggi che, al di là delle differenze stilistiche, portano comunemente avanti ricerche sostenute da un repertorio di elementi simbolici e poetici che tracciano e inventano nuovi universi.
Il Focus, che ha anche generato numerosi inviti a Compagnie italiane nei Festival di Marrakech, Tunisia, Beirut, Amman e Ramallah, è un progetto in collaborazione con la BIPOD/Beirut international platform of dance e la Maqamat Dance Theatre di Beirut.

All’interno del Città delle 100 scale Festival, il Focus si collega strettamente alla sezione Exhibition. In ottobre verrà infatti presentata la mostra Lascia che ti guardi, lascia che ti tocchi, in collaborazione con il Sicilia Queer international new visions filmfest, mostra che si condensa attorno alla scena artistica contemporanea di Beirut e sul tema dei diritti delle persone lgbtq. Uno sguardo sul mondo intimo e brulicante della città: amore proibito, amore clandestino e desiderio attraverso i lavori di Roy Dib, Dima El Horr, Randa Mirza, Lara Tabet, Maria Kassab e Raafat Majzoub, con mezzi espressivi differenti come video, fotografia, film e installazioni, così da offrire uno sguardo pressoché voyeuristico su una Beirut recondita.
Sempre all’interno della Sezione sarà proiettato il film Martyr di Mazen Khaled. Presentato alla 74. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film mostra, tra arte visuale e performance art, l’inevitabile martirio della giovane popolazione libanese.

foto © Salvatore Laurenzana