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Sarai tu a fermare la pioggia, immagine
Gianni Forte

Sarai tu a fermare la pioggia

1° febbraio – 31 marzo 2026

Potenza

Residenza per Artisti nei Territori

Quando parlare è un atto proibito, il mito torna a farsi necessario.

Sarai tu a fermare la pioggia è un progetto di scrittura e di trasmissione scenica che mette in dialogo il mito con l’urgenza del presente, interrogando il teatro come spazio di resistenza, ascolto e responsabilità. Il testo nasce da una riscrittura del mito di Antigone, trasportata nella Teheran odierna, una città in cui ogni atto di disobbedienza può trasformarsi in una sfida aperta al destino, al potere e alla morte. In questo contesto, Antigone non è solo una figura archetipica, ma un corpo vivo, esposto e ostinato, che sceglie di parlare quando il silenzio è imposto come legge. Il suo gesto si intreccia idealmente con il grido che ha attraversato le piazze iraniane: “Donna, Vita, Libertà” (Jin, Jiyan, Azadî), uno slogan che non è soltanto una rivendicazione politica, ma un canto di esistenza, una dichiarazione radicale secondo cui il corpo, la parola e il desiderio non possono essere cancellati, messi a tacere, disciplinati fino alla sparizione. Attraverso questa trasposizione, il mito non si limita a sopravvivere: si riattiva, si riaccende, rivelando come il coraggio individuale possa ancora oggi incrinare l’ordine intimato, anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Antigone diventa così una figura contemporanea della disobbedienza etica, una voce che attraversa i secoli per ricordarci che scegliere di agire è sempre un atto profondamente politico.
La residenza si articolerà in due fasi distinte e complementari, ciascuna con una funzione precisa all’interno del percorso creativo.

Prima fase / scrittura in solitudine. La prima fase sarà interamente dedicata a un lavoro personale e solitario di scrittura del testo. Un tempo protetto – una vera e propria “stanza tutta per me”, in cui potermi ritirare per “ascoltare” il testo prima che incontri altre voci e altri corpi – necessario per approfondire le traiettorie del mito, il rapporto tra parola poetica e violenza del reale, e per far emergere una drammaturgia che tenga insieme dimensione intima e collettiva. In questa fase non è prevista alcuna apertura pubblica né lavoro con interpreti: è un momento di concentrazione assoluta, di scavo linguistico ed emotivo. La solitudine diventa qui uno strumento creativo, lo spazio in cui la parola può nascere senza mediazioni, ma già attraversata da una forte tensione performativa.
Seconda fase / preparazione alla mise en lecture. La seconda parte della residenza sarà invece dedicata alla condivisione di alcune scene del testo e alla sua prima verifica scenica, attraverso la preparazione di una mise en lecture che coinvolgerà studenti e/o giovani attori. Il lavoro si concentrerà sulla trasmissione della parola, sul rapporto tra testo e corpo, sulla responsabilità di “dire” oggi un mito che parla di legge, disobbedienza e sacrificio. Non si tratterà di una semplice lettura, ma di un attraversamento del testo, in cui le voci degli interpreti diventeranno strumento di risonanza e moltiplicazione del senso. Sarà un atto di restituzione, un momento di condivisione pubblica del processo.

In questo senso, Sarai tu a fermare la pioggia si configura come un progetto che interroga il teatro nel suo doppio movimento: intimità e polis, solitudine e comunità, là dove il mito torna a essere necessario perché parla, ancora una volta, di tutti noi.


gianni forte (foto stéphane pisani)

Gianni Forte. Drammaturgo, regista, attore e traduttore. Direttore Artistico Inter/Nazionale 2025/2027 dei Teatri di Bari. Co-direttore artistico 2021/2024 del settore Teatro della Biennale di Venezia. Membro del consiglio di amministrazione del GIFT International Festival di Tbilisi, in Georgia, dal 2023. Co-fondatore nel 2006 e direttore artistico dell’ensemble ricci/forte performing arts. Nel 2024 ha tradotto La morte difficile di René Crevel per Ventanas Edizioni. Il suo testo teatrale più recente, Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo, è stato prodotto e dedal Teatro Franco Parenti di Milano, con la regia di Fausto Cabra. Consegue a Roma il diploma di laurea in filologia slava e inizia la sua carriera d’attore con il regista Giancarlo Nanni, figura di rilievo dell'avanguardia teatrale, continuando a calcare i palcoscenici sotto la direzione di grandi Maestri del Teatro e del Cinema italiano, come Mario Missiroli, Luigi Squarzina, Liliana Cavani, Gabriele Salvatores, Roberto Guicciardini, Leandro Castellani, Pippo Di Marca e il britannico Desmond Davies. Contemporaneamente – accanto alla scrittura, alla produzione e alle tournée internazionali degli spettacoli dell'ensemble – Gianni Forte avvia un processo di formazione, trasmissione, scouting e supporto delle giovani generazioni di artisti. 2014 / XXIII edizione École des Maîtres in Francia, Belgio, Portogallo, Croazia e Italia; 2017 / Conservatorio d'Arte Drammatica di Palermo, in coproduzione con il Teatro Biondo; 2018 / École Supérieure d’Art Dramatique (ESAD) di Parigi, in coproduzione con il Festival Artdanthé di Vanves. Dal 2021, Bandi annuali per sostenere l’emergenza e la visibilità di una nuova galassia di registi, autori, performer site-specific, nell’ambito di Biennale College di Venezia. Dal 2022, Portraits en paysages: direzione di Master Class di scrittura creativa, in collaborazione con Cie À Corps Rompus, in diverse regioni della Francia, a Tunisi e Atene. I suoi testi più recenti sono: Prikradateli, Carnivores de la désespeérance, Éclats de mémoire désordonée à l’encre polychrome, la cui versione italiana, Schegge di memoria disordinata ad inchiostro policromo è stato prodotto ed è andato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, con la regia di Fausto Cabra, e al Città delle 100 scale Festival nel 2025.