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Sono trascorsi pochi giorni dalla chiusura – avvenuta lunedì 14 luglio con il recital di poesia dell’attore e regista casertano Toni Servillo al teatro Francesco Stabile di Potenza - della prima edizione del Festival Città delle Cento Scale organizzato dall’Associazione Basilicata 1799 in compartecipazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Basilicata, il Comune di Potenza, la Fondazione Carical, con il patrocinio dell’APT e dell’Unione Europea, nonché con il prezioso contributo di sponsor e partner privati.
Più di quindici giorni d’intensa attività culturale offerta alla città di Potenza con dodici eventi di grande qualità artistico-spettacolare che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico.
Gli organizzatori, Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia dell’Associazione Basilicata 1799 ci parlano del Festival appena concluso, cercando di ripercorrere le linee progettuali che li hanno spinti ad intraprendere questa piacevole avventura culturale.
Quale bilancio è possibile trarre dopo una manifestazione così impegnativa dal punto di vista artistico ed organizzativo?
Il festival è riuscito – dichiara Scaringi - raggiungendo gli scopi che ci eravamo prefissati, come Associazione Basilicata 1799, secondo un’idea di Giuseppe Biscaglia. Siamo riusciti con la nostra iniziativa, a mostrare quante potenzialità, nonostante le contraddizioni, possa offrire questa città. Abbiamo pensato, e continueremo a farlo, che alcune forme dell’arte contemporanea, possono coinvolgere, con la forza dell’espressione e della riflessione, i cittadini nella riscoperta di Potenza. Per questo dobbiamo ringraziare chi ha creduto nella nostra idea e nella nostra proposta progettuale permettendo di realizzarla.
La struttura del Festival si è da subito presentata molto ricca e trasversale dal punto di vista artistico con le sue tre sezioni. Perché questa scelta?
Abbiamo articolato il festival in tre sezioni – risponde Biscaglia - per ampliare la gamma delle espressioni artistiche cercando di valorizzare aspetti della città che ne potessero diventare anche simboli. Per tale motivo si è pensato di dar rilievo alle idee di verticalità, di scalinata e di ponte.
La prima sezione In Itinere – organizzata con il prezioso contributo artistico di Massimo Carosi dell’Associazione Danza Urbana di Bologna - è stata una rassegna sulla danza e le arti performative urbane, con cui si è rappresentato il tema della verticalità della nostra città, tramite un percorso che ci ha portato dalla cima della nostra città (il centro storico) al suo punto più basso (il Ponte Musmeci, messo a disposizione dall’ASI Consorzio per lo Sviluppo della Provincia di Potenza) utilizzando il tema della scalinata come simbolo della verticalità.
La compagnia di danza contemporanea francese Compagnie Retouramont chiamata a confrontarsi - in un corpo a corpo - con il ponte Musmeci con la sua danza aerea e verticale di grande forza espressiva, è riuscita a sottolineare, emozionando e meravigliando il numerosissimo pubblico presente, la forza artistica ed architettonica del ponte, il fascino che questo luogo della città potrebbe assumere se lo si rendesse più fruibile.
Mi sembra, quindi, di capire che state già lavorando a progetti futuri collegati a questa idea di valorizzazione del Musmeci, o sbaglio?
In effetti, il nostro intento per il futuro è costruire un progetto di valorizzazione del ponte, che tenga conto soprattutto della sua valenza metaforica in quanto luogo di passaggio, e, nello stesso tempo, opera d’arte. Da qui l’idea di rafforzare la sua carica simbolica per l’immagine della città di Potenza, invitando artisti e performer nazionale e internazionali a confrontarsi con esso, per renderlo un luogo di espressione dell’arte contemporanea in Basilicata. Ci sarebbe già il titolo per questo progetto MusmArt (derivato da Musmeci e arte), un “museo” di arte contemporaneo, che vive con le opere, le suggestioni le realizzazioni che esso può suscitare e ospitare, in uno scambio vitale con il luogo e la città di Potenza evitando, in questo modo, il suo abbandono e degrado.
Delle altre due sezioni – Dal Territorio ed Eventi Speciali - cosa aggiungere?
La sezione Dal Territorio è stata pensata e poi realizzata per dare rilievo alla scena lucana, coinvolgendo creativi impegnati in una continua ricerca artistica che passa attraverso diversi linguaggi espressivi come La Luna al Guinzaglio, Abito in Scena, Officina Accademia Teatro, Feedback e Damiano Saltarelli.
Per la sezione Eventi Speciali – di cui Massimiliano Bonomo è stato curatore artistico – siamo orgogliosi di aver ospitato la proiezione in anteprima regionale del film Nine Poems in Basilicata del cineasta potentino Antonello Faretta sulla figura del grande poeta beatnik John Giorno, un film interamente girato in Basilicata che sta riscuotendo un notevole consenso di critica e di pubblico a livello internazionale.
Una sezione che ha avuto un grande successo, con la quale abbiamo cercato di offrire varie espressioni della musica, della poesia e del teatro contemporaneo difficilmente rintracciabili nei circuiti soliti da palinsesto televisivo - la Compagnia Motus e la Vienna Vegetable Orchestra hanno richiamato un grande numero di persone curiose ed affascinate dalla novità dei loro linguaggi - che si è conclusa con il reading poetico dell’attore e regista casertano, reduce dai successi di Cannes, Toni Servillo. Gli autori e le poesie scelte hanno rappresentato da un lato un momento di intrattenimento e, dall’altro, hanno offerto al pubblico presente la possibilità di riflettere sui grandi temi e i problemi che affliggono l’uomo e la città contemporanea.
Cosa ha comportato dal punto di vista organizzativo una manifestazione così articolata?
Vi assicuriamo che lo sforzo organizzativo e comunicativo per mettere su una macchina complessa come un festival non è di poco conto. Per poter riuscire c’è bisogno di collaboratori affidabili e validi e in questo siamo felici di aver potuto contare sull’esperienza e sull’entusiasmo delle professionalità che abbiamo coinvolto. Giovani con grandi qualità e competenze maturate nel corso di una seria esperienza progettuale ed organizzativa inerente altre manifestazioni e che si sono intensamente impegnati per questa prima edizione del Festival Città delle Cento Scale apportando un prezioso valore aggiunto al nostro sforzo.
In modo particolare, vogliamo ringraziare per la loro insostituibile collaborazione, segnata da una forte carica di amicizia e umanità, Adriana Bruno e Francesca Meloro del Noeltan Film Studio per l’ufficio stampa e la segreteria organizzativa, l’associazione Generazione Zero per il web, Olindo Linguerri e il suo staff per gli allestimenti tecnici, Salvatore Laurenzana e Mimmo Nardozza per la fotografia e la documentazione delle immagini e l’Associazione Potenza International Film Festival per l’importante contributo di idee e progettualità.
Un arrivederci, quindi, alla prossima edizione del Festival?
Sì. La prima edizione del Festival Città delle Cento Scale non poteva che offrire un assaggio e mettere in evidenza le potenzialità insite in una idea come questa e come tutta la città può e deve diventarne protagonista. L’ultimo ringraziamento non può che essere rivolto a tutte le persone che hanno apprezzato la nostra iniziativa, seguito le nostre attività e partecipato agli eventi. Promettiamo di fare di più e meglio per rendere il Festival originale e forte nella sua personalità.
Vogliamo concludere con una nota. Ribadire ancora una volta con forza come oggi sia importante lo sviluppo della cultura, non solo per migliorare la qualità della vita delle nostre comunità e delle nostre città ma anche per lo sviluppo economico in senso più ampio. Ecco perchè prima di congedarci riteniamo importante sottolineare l’impegno con cui imprenditori e aziende - quali Ecosfera, Smartp@per e Ubi Banca Carime - hanno scommesso con noi su questo Festival. La loro sensibilità e serietà ci conforta. |